Giovedì 16 marzo 2023
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Data evento
Giovedì 10 luglio 2025, ore 19.30 (sold out, non possiamo più accettare iscrizioni)
Luogo
Locanda Dazio Grande
Strada di Rodi 7
6772 Rodi-Fiesso
Prezzo
CHF 100.- / persona
La qualità dei vini firmati da Vincenzo Meroni
e la cucina genuina e territoriale di Paolo Sartori
Si sale in quota alla ricerca di un po’ di frescura e di qualche emozione enogastronomica. E allora, a giudicare dagli applausi dei partecipanti, oltre una trentina, ai due protagonisti della serata che si è tenuta alla Locanda Dazio Grande, possiamo ben dire che l’obiettivo è stato raggiunto.
I vini eleganti di Vincenzo Meroni e la cucina genuina di Paolo Sartori non hanno lasciato nessuno indifferente.
La serata è bellissima e si presta ad un aperitivo che comincia in giardino con un “Tramonto”, una bollicina fine, un blanc de noir, metodo classico di cui Vincenzo non rivela l’uvaggio.
Si prende allora posto nelle due sale della Locanda dove i giochi iniziano con la trota di Rodi marinata alle erbe di montagna. Ci si chiede cosa siano quelle piccole sfere gialle che esaltano il gusto del pesce e la risposta la diamo noi adesso: si trattava di caviale di mango!
Ad esaltare il cibo ecco un Cardo bianco fruttato e fresco: l’acidità e il frutto del Merlot, abbinati ad un bouquet aromatico proveniente da varie uve a bacca bianca coltivate nella Valle di Blenio: un abbinamento ideale.
Si prosegue con i piatti del territorio ed ecco un risotto alle ortiche con lo “sctrachin” di Nante: questa volta il Cardo è rosso, annata 2019 (ma comparirà anche qualche bottiglia del 2013). Vino morbido, elegante, 85% di Merlot il resto di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carminoir, in proporzioni differenti a dipendenza dell’annata. Di colore rosso rubino, richiama note di frutta rossa, ciliegia, ribes, prugne, e grazie alla sua lunga maturazione ha tannini morbidi e un finale persistente.
Arriviamo così al piatto forte, un carré di agnello al fieno di montagna che esige una presentazione spettacolare e infatti arriva in sala adagiato sul fieno perché anche l’occhio vuole la sua parte.
Cotto al punto giusto, carne morbida, succosa si accompagna perfettamente con il superbo Biasca 2017, un vino ottenuto dalle migliori uve 100% Merlot provenienti da vigneti biaschesi che hanno oltre 35 anni. Dopo la fermentazione in vasche inox, questo vino viene affinato in barriques per 18 mesi. È un vino di ottima struttura, caldo e dai piacevoli sentori fruttati, con qualche nota speziata.
Per chiudere ecco il dessert, tipica espressione del territorio leventinese: il Caolat è infatti una specialità che si vuol di Ambrì, una bomba calorica che il sorbetto di limone in accompagnamento tende ad equilibrare. Su questo dolce, l’Harou, ottenuto dalla spremitura di uve americane, fa una splendida figura e non seduce solo il gentil sesso.
Chiusura con caffè Cerutti e la votazione: quale sarà il vino preferito dai presenti?
Se la giocano i due rossi, col Biasca a trionfare sul Cardo per due soli voti.
Un grazie a tutti i partecipanti, a Vicenzo Meroni, a Paolo Sartori e alla sua brigata e appuntamento al 21 agosto con la serata dedicata alle bollicine ticinesi presso Carlo Stroppini Gourmet a Gnosca.
Fratelli Meroni di Biasca: nel segno della viticoltura eroica
La Fratelli Meroni di Biasca è una piccola ma quotata azienda vitivinicola ticinese: nasce nel 1986 dalla passione di Marco e Vincenzo, che all’epoca si occupavano dell’attività a titolo accessorio. Una storia di passione, competenza, fatica, intraprendenza, di vacanze e tempo libero “rubati” dalla vigna.
Piccoli numeri, un ettaro e mezzo di vigneti coltivati con amore in Riviera, Blenio e Leventina, grandi vini, come il Cardo (rosso e bianco), il Rampèda, il Crudèll, Ul Samión, il Biasca, Le Pergole e via discorrendo.
Maturata l’età della pensione, i due fratelli coltivano il progetto di realizzare una cantina moderna, con annessa una sala eventi in grado di ospitare dei momenti conviviali. Un progetto che la prematura morte di Marco ha per ora fermato, ma che Vincenzo non ha ancora del tutto accantonato.
I vigneti della cantina Meroni sorgono su pendii difficili da lavorare: viticoltura eroica, le macchine non arrivano, tutto dipende dall’opera dell’uomo. La qualità del prodotto però è indiscutibile, la parola “invenduto” in casa Meroni è sconosciuta. Un vigneto, in particolare, rappresenta bene la filosofia dell’azienda: si chiama Rampèda e dà il nome al vino prodotto con le uve delle sue viti. Sorge sopra Loderio, frazione di Biasca non raggiungibile con la strada carrozzabile. Le viti di questo vigneto hanno mezzo secolo di esistenza, in parte sono disposte a filare, in parte a pergola. Eccola, un’altra caratteristica dell’azienda Flli Meroni: la coltivazione a pergola, un’usanza antica e molto in voga nel Sopraceneri, che ormai sembra fuori moda. Nel 2018 il vino “Le Pergole 2015” prodotto dall’azienda Meroni si è però classificato come secondo miglior Merlot svizzero al GP du Vin Suisse. È solo uno dei tanti riconoscimenti ottenuti dall’azienda, che con alcuni suoi vini figura anche sull’ apprezzata guida enogastronomica “Gambero Rosso”.
L’incontro coi vini di Vincenzo Meroni avverrà in un contesto particolare: quello della locanda del Dazio Grande a Rodi Fiesso. Una costruzione massiccia, risalente alla metà del Cinquecento, che sorge poco più a Sud del San Gottardo, al limite meridionale dell’Alta Leventina, dove ha inizio la gola del Piottino. Questo edificio aveva la funzione di dogana per le merci. Oggi, oltre ad ospitare la locanda che dispone anche di alcune camere, il Dazio Grande si propone come luogo di incontro, di cultura, all’interno del quale si intrecciano idee e storie, si incrociano pensieri, saperi e pagine di vita.
La cucina della Locanda, affidata all’appassionato Paolo Sartori (“Non sono uno chef, ma un cuoco”, afferma), è una cucina di territorio che privilegia la qualità e la stagionalità degli ingredienti, una cucina semplice, ma di qualità, che vale assolutamente la pena di provare.
Il menù
Trota di Rodi marinata alle erbe di montagna
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Risotto alle ortiche con strachin di Nante
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Carré di agnello al fieno di montagna con patate e verdure di stagione
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Caolat e sorbetto al limone