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L’irresistibile salsiccia di Bra, protagonista di Bra’s Festival

Il Ticino incontra Bra’s Festival: avviene a Melide, nell’elegante cornice dello Swiss Diamond Boutique Hotel, sotto la supervisione di David Camponovo e della sua CD Media.

In programma a Bra, la capitale del Roero, ad un tiro di schioppo dal Ticino in fondo, Bra’s Festival è una rassegna che quest’anno giunge alla quarta edizione e si svolge ogni due anni. Un tripudio di sapori verrebbe da dire, incastonato in un luogo mitico come il Roero e come le Langhe, dove cibo e vino costituiscono vere e proprie eccellenze che hanno fatto conoscere in tutto il mondo quell’angolo di territorio.

“Ho voluto far conoscere questa rassegna portando in Ticino i suoi promotori per creare un ponte tra il nostro cantone e il Piemonte” ha detto Camponovo presentando una manifestazione che si svolgerà nel fine settimana dal 17 al 20 settembre e che vuol portare a Bra oltre centomila persone.

Da sinistra: David Camponovo, lo chef Massimo Camia e il direttore di Bra’s Festival Luigi Barbero

“Due anni or sono siamo arrivati a 80 mila presenze, quest’anno potremmo addirittura raddoppiare” ha dichiarato Luigi Barbero, che di Bra’s è il direttore.

Già, ma cosa si può fare a Bra durante questo festival della gastronomia? Intanto, si celebrerà sua eccellenza la salsiccia di Bra, che ha una propria caratteristica: nata a metà dell’Ottocento, è stata voluta da una folta presenza di una comunità ebraica. Dunque niente maiale, ma unicamente carne di vitello. E, particolare non meno importante, si gusta preferibilmente cruda.

“Verissimo – dice lo chef Massimo Camia, titolare dell’omonimo ristorante a Novello, una stella Michelin – però non bisogna essere talebani: da cruda è morbida e dolce, una vera specialità che solo sette macellerie sono abilitate a produrre, ma io la cucina anche cotta, specialmente con un risotto, o come ripieno di un raviolo, oppure ancora con i tajarin. È un prodotto versatile, che soddisfa ogni gusto: ci sta bene in un ristorante stellato, così come nelle cucine casalinghe”.

Vera eccellenza della cittadina di Bra, durante il Festival la salsiccia sarà proposta in molteplici varianti da numerosissimi chef stellati che hanno dato la loro adesione all’evento, con Antonino Cannavacciuolo in prima fila, lui che quest’anno sarà Chef Ambassador di Bra’s.

Non solo salsiccia però: Bra custodisce alcune chicche gastronomiche di notevole pregio, come il suo riso coltivato in piccola quantità, ma di altissima qualità, il formaggio e un pane pregiato tipico della cittadina piemontese, capitale del barocco della regione.

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Chi partecipa potrà vedere i cuochi all’opera sotto i magnifici portici cittadini e gustare il piatto della rassegna, in vendita a 15 euro. “L’alta gastronomia che diventa popolare” dice il direttore del Bra’s Festival Luigi Barbero.

Evento nell’evento, nell’anno del centenario del tramezzino – la cui prima apparizione è avvenuta a Torino un secolo fa – lo chef Massimo Camia proporrà il suo “bramezzino”.

“Storicamente il tramezzino è nato al Caffè Mulassano in centro a Torino e si fa a un piano solo, quindi con due fette di pane e una farcitura. Mi è stato chiesto di reinventare il tramezzino con la salsiccia di Bra e io ho pensato ad un tramezzino doppio: tre strati di pane e due strati di salsiccia. Sono rimasti impressionati anche quelli del Mulassano e adesso il “bramezzino” lo sdoganeremo a Bra” racconta lo chef.

Degustazioni (anche dei pregiati vini piemontesi), mercato, dibattiti e masterclass, concerti: Bra dal 17 al 20 settembre si veste a festa per celebrare le sue eccellenze gastronomiche e noi abbiamo già l’acquolina in bocca. In fondo, dal Ticino, bastano tre ore di auto…