,

Barbera d’Asti Wine Festival: tra eccellenze del territorio e sostenibilità

C’è stato un tempo in cui ordinare un calice di Barbera al bar equivaleva a farsi consegnare un vino di seconda classe, economico e di pronta beva. Quel tempo però è lontano, sepolto dentro l’evoluzione di una storia che, grazie a vignaioli intraprendenti e preparati, ha cancellato la memoria del vino che ordinavano i nostri genitori. Oggi quando si dice Barbera si dice vino di alta qualità e quando si racconta la storia di queste etichette, raccontiamo anche un territorio, la sua storia, le persone che lo custodiscono e la capacità di guardare al futuro. Ne abbiamo avuto la riprova seguendo il filo conduttore del Barbera d’Asti Wine Festival 2026, che ha riunito al The Westin Palace di Milano giornalisti e specialisti del settore del vino, per una giornata dedicata alla promozione delle denominazioni del Monferrato e alla valorizzazione di un modello produttivo sempre più attento alla sostenibilità.

 

L’appuntamento milanese è stato promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato nell’ambito del progetto europeo Born Sustainable e si è aperto con un pranzo riservato ai giornalisti, momento di incontro e confronto dedicato al patrimonio vitivinicolo piemontese e alle prospettive di sviluppo del settore.

L’iniziativa ha offerto l’occasione per approfondire il legame tra qualità enologica, identità territoriale e responsabilità ambientale, ponendo l’attenzione sul valore della Barbera d’Asti e delle altre denominazioni del Monferrato in un contesto di mercato in continua evoluzione.

Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con un walk-around tasting che ha coinvolto le aziende partecipanti, e con due masterclass condotte da Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. La prima, dedicata ai diversi volti della Barbera d’Asti, ha approfondito le molteplici interpretazioni del vitigno simbolo del territorio; la seconda ha esplorato le espressioni enologiche del Monferrato, mettendone in luce la ricchezza e la varietà produttiva.

Born Sustainable: la sostenibilità come valore di filiera

Al centro dell’iniziativa, Born Sustainable, progetto europeo che riunisce il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP e il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Tre realtà produttive differenti, accomunate dall’obiettivo di promuovere un approccio alla sostenibilità che vada oltre la sola dimensione ambientale, includendo la solidità economica delle imprese, la tutela delle specificità locali e la capacità di generare valore per le comunità.

Per il comparto vitivinicolo, questa prospettiva assume un significato particolare: la salvaguardia del suolo, la gestione delle risorse idriche, la biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici rappresentano sfide decisive per garantire continuità e competitività alle produzioni di qualità.

Dal capoluogo lombardo alle prossime tappe del progetto

La tappa di Milano rappresenta il primo appuntamento del calendario 2026 del Barbera d’Asti Wine Festival, che proseguirà l’8 novembre al Merano WineFestival con una masterclass dedicata alle denominazioni tutelate dal Consorzio e una cena riservata a una selezione di giornalisti e operatori.

Il percorso si concluderà a dicembre ad Asti, negli spazi di Le Cattedrali Relais, con un programma che comprenderà un talk, uno show cooking dedicato alla sostenibilità e una cena di gala.

Attraverso degustazioni, momenti di approfondimento e occasioni di dialogo, il Barbera d’Asti Wine Festival conferma così la volontà di promuovere non soltanto l’eccellenza dei propri vini, ma anche il patrimonio culturale, economico e paesaggistico che ne costituisce l’origine.

Un percorso nel quale tradizione e innovazione si incontrano, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità un elemento concreto di crescita e una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera.

Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici

 

GUARDA L’INTERVISTA A FILIPPO MOBRICI